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lunedì 20 gennaio 2014

ONE LIFETIME






Derivativi? Certo!
Zero originalità? Può essere.
Ricordano troppo i Blind Guardian? Vero.
Chi se ne frega di tutto questo?
IO ! ! !
I Persuader ci fanno capire e sentire
cosa vuol dire suonare Heavy Metal nel 2014.
Giunti al quarto album in studio dopo un'attesa durata ben otto anni
gli svedesi si confermano duri e puri quanto basta per spazzare via
il novanta per cento dei gruppetti in circolazione.
Da sempre sottovalutati e sconosciuti ai più, mi auguro
che con l'imminente "The Fiction Maze"
i Persuader raggiungeranno il successo che meritano.
Dategli un ascolto.




sabato 4 gennaio 2014

LIBRI 2013





Nel 2013 ho letto 24 libri. Ecco quelli che ho apprezzato di più.

1) OPEN di Andrè Agassi (con J.R. Moehringer)

2) LA VERITA' SUL CASO HARRY QUEBERT di Joel Dicker

3) INFERNO di Dan Brown

4) L'OMBRA DEL LEONE di Steve Berry

    JOYLAND di Stephen King

    LA PANNE di Friedrich Durrenmatt

    LA PROMESSA di Friedrich Durrenmatt

    A VISO COPERTO di Riccardo Gazzaniga






  

   

OLTRE



Ho iniziato il 2013 leggendo la, splendida, autobiografia di Agassi "Open"
e l'ho chiuso leggendo quella di Max Biaggi.
Nel mezzo tanti romanzi, thriller e fantapolitici, perchè non pensiate che
le mie letture si limitino alle vicende narrate da campioni.
E' pur vero che da buon sportivo (ex-praticante ormai) mi hanno sempre interessato
le storie di atleti raccontate in prima persona. Non sto parlando di fatti legati al gossip o alle
congetture di giornalisti più o meno competenti.
Quello che voglio io è cercare di capire cosa c'è "dietro" un Campione.
Spesso con le autobiografie lo capisco.
Per qualità di scrittura questo "Oltre" non si avvicina neanche minimamente
al capolavoro "Open". Non credo nemmeno fosse nelle intenzioni del pilota
romano (aiutato nella stesura dal giornalista Paolo Scalera) cercare un confronto
così proibitivo.
Detto questo, il libro è ben scritto e si legge con piacere.
Da "biaggista" convinto quale sono ero particolarmente interessato
ad alcuni dettagli. Gli esordi in competizioni ufficiali da diciottenne
(quando tutti i piloti moderni salgono sulle prime moto sportive a sei-sette anni),
i quattro titoli mondiali consecutivi vinti in 250, il passaggio nella classe regina con
l'esordio fantascientifico di Suzuka nel 1998 (pole, giro veloce e vittoria con distacchi abissali
inflitti ai rivali), la rivalità con Rossi, la provvisori decadenza e la risurrezione in Superbike
sublimata da altri due titoli mondiali (primo italiano nella storia a vincere
il titolo in quella categoria).
Nel libro c'è tutto questo e anche qualcosa di più. Ampio spazio, ad esempio,
viene dato alle vicende sentimentali di Biaggi. Con un "curriculum" come il suo
era quasi inevitabile. Se vogliamo fare una battuta possiamo dire che l'essere stato
un campione di livello assoluto "nonostante" distrazioni chiamate Adriana Volpe,
Naomi Campbell, Arianna David, Anna Falchi, Andrea Orme fanno di lui
un grandissimo :-)
Inevitabile poi il racconto della storia d'amore con la Miss Italia Eleonora Pedron.
La donna che lo ha fatto diventare padre due volte e lo ha accompagnato
negli anni trionfali della Superbike.
Lasciando da parte le questioni "rosa", quello che traspare da queste pagine
e la convinzione di Biaggi di aver ottenuto in carriera meno di quanto meritasse
(almeno due-tre mondiali nella classe regina erano certamente alla sua portata)
un pò per sua colpa e molto per l'ostilità dell'ambiente. A causa del suo carattere
spigoloso non è mai entrato nelle grazie degli organizzatori e degli sponsor
più munifici. Gente che oltre alle prestazioni in gara è interessata anche al folklore
e ai giusti atteggiamenti verso i fans (qualcuno ha detto Rossi?).
Da parte mia approfitto di queste righe per ribadire la mia idea.
Rossi è, stato, un fenomeno assoluto. Ha dimostrato in tutta la sua carriera
di saper vincere quando doveva vincere ed era messo nelle condizioni giuste
per farlo. Non pensiate che sia una cosa facile.
D'altro canto Biaggi gli è subito dietro. I quattro titoli in 250, le vittorie in 500
e poi Moto GP (13 con 23 pole e 58 podi totali sono un bottino di tutto rispetto),
i due titoli in Superbike e una carriera ultra ventennale sempre, o quasi,
ad altissimi livelli fanno di lui un Campione assoluto.
Senza contare che se il miglior pilota degli ultimi dieci anni, Jorge Lorenzo,
ha sempre avuto come idolo Max Biaggi qualcosa vorrà pur dire.
Sono convinto che il primo anno in 500 il titolo gli sia stato scippato
in modo clamoroso per favorire Mick Doohan (non uno qualsiasi diciamo) ed
altri due mondiali li abbia persi per piccolezze e sfortune varie.
Sarebbero stati la ciliegina sulla torta di una carriera, comunque, fantastica.
In ultimo mi resta la curiosità di vedere cosa sarebbe successo in un
duello Biaggi-Rossi a parità di mezzi tecnici e, soprattutto, con la stessa età.
Ma qui siamo alla fantascienza.


Voto : 4/5







lunedì 23 dicembre 2013

JUVENTUS 2013





Con la travolgente vittoria di Bergamo per 4-1 si conclude l'anno solare ed è tempo di bilanci.
Quella contro l'Atalanta è stata la nona vittoria consecutiva ed è servita a sigillare
vantaggi corposi su tutte le inseguitrici.
+5 sulla Roma, + 10 sul Napoli
Le altre? Invisibili e non pervenute.
Chi mi segue sa che il primo anno di Antonio Conte alla guida della Juve avevo
analizzato, proprio su queste pagine, ogni partita della stagione.
Fu una cavalcata insperata conclusasi con il trionfo in campionato e con il record
delle zero sconfitte in campionato.
L'anno seguente decisi di dedicare le mie attenzioni solo alla Champions League
tanta era la convinzione che il campionato non avrebbe potuto che avere un finale
identico. Juve Campione e gli altri a rosicare.
L'avventura europea si concluse senza rimpianti contro la squadra più forte.
Quel Bayern Monaco che giustamente si aggiudicò il trofeo devastando tutti gli
avversari (Barcellona compreso) e che proprio questo weekend ha legittimato
la propria superiorità vincendo facilmente il Mondiale per club.
Ma torniamo alla Juve e a questo 2013 appena concluso.
A fine agosto seconda vittoria consecutiva in Supercoppa Italiana tritando,
in casa loro per volere di Lotito e di una federazione sempre più imbarazzante,
la Lazio con una dimostrazione di forza assoluta.
La mia convinzione è che la squadra del 2013-2014 sia ancora più forte
di quelle delle stagioni precedenti.
I motivi sono semplici:
1) vincere aiuta a vincere
2) Tevez e Llorente al posto di Matri e Vucinic
3) un fenomeno come Pogba con un anno di esperienza in più e titolare fisso.
I fatti sono lì a dimostrare le mie parole.
17 partite, 15 vittorie e una sola sconfitta.
Quella assurda e incredibile di Firenze
maturata in venti minuti di follia totale dopo aver dominato per settanta minuti.
Probabilmente proprio il blackout contro i viola ha fatto scattare la scintilla nei ragazzi.
Troppo più forti degli avversari per permettere che si ripetano cose del genere.
Da quel giorno non ce n'è stato più per nessuno.
Non voglio dire che anche questo scudetto sia già in cassaforte ma vista la forza
dei nostri e la pochezza degli altri (Roma esclusa) sarebbe davvero folle un finale diverso.
E la Champions direte voi? La Champions si è conclusa nel peggiore dei modi.
Un girone assolutamente abbordabile deciso a cinque minuti dalla fine su un campo
impraticabile e in una partita che non si doveva disputare.
Nostra colpa quella di essere arrivati all'ultima giornata con la qualificazione in bilico.
Abbiamo giocato alla pari il doppio confronto contro il Real Madrid, abbiamo
dominato il Copenaghen per centosettanta minuti su centottanta ma non riuscendo
ad andare oltre il pareggio in casa loro e ci siamo complicati la vita pareggiando in
casa contro il Galatasary.
Per quanto mi riguarda pochi rimpianti.
Difficilmente avremmo superato i quarti di finale.
Troppe squadre, attualmente, ci sono superiori in Europa.
La "retrocessione" in Europa League invece ci dà la possibilità di competere
per un titolo prestigioso (che ancora manca in bacheca) senza dimenticare
che la finale si disputerà allo Juventus Stadium.
Sembra già tutto scritto...











ACCIAIO



Da amante dei libri e lettore compulsivo faccio sempre fatica a capire le dinamiche
che portano un libro fantastico a passare inosservato e uno normale a diventare
un successo editoriale.
Nel primo gruppo non possono che rientrare capolavori assoluti come "Fatherland"
di Robert Harris e "Il giorno dopo domani" di Alan Folsom.
Due thriller originali e affascinanti conosciuti solo da pochi amanti del genere.
Nella seconda categoria entra a far parte di diritto "Acciaio".
Il romanzo d'esordio della giovane Silvia Avallone è stato il caso editoriale italiano
del 2010.
Ebbene, a mio modo di vedere, "Acciaio" è un polpettone
intriso di luoghi comuni e banalità assolute. Una trama buona per una pessima fiction.
Le vicende si svolgono a Piombino. Qui troviamo due ragazzine alle prese con i primi amori
(anche nella variante lesbo naturalmente che tanto va di moda);
operai che passano le giornate in fabbrica e le notti a bere e/o drogarsi;
padri violenti e madri sottomesse.
Ogni dialogo è intriso di parolacce e imprecazioni
contro lo stato ladro e il padrone sfruttatore.
Tutto il repertorio insomma.
Lo stratagemma di ambientare il libro nel 2001
serve solo per infilarci, assolutamente a casaccio, il crollo delle torri gemelle
a New York.
Dopo cento pagine hai fatto conoscenza con tutti i protagonisti e già sai
come andranno a finire le loro storie.
Vi risparmio i "colpi di scena" perchè non è mia abitudine spoilerare alcunchè
ma vi assicuro che in giro ci sono mille e più libri che meritano la vostra attenzione.
Risparmiate soldi e tempo e dedicatevi a qualcosa di più originale e coinvolgente.

Voto : 2/5




venerdì 29 novembre 2013

HARDCORE SUPERSTAR @ ALCATRAZ, MILANO 17/11/2013



Tutte le volte che il combo scandinavo cala sul suolo italico è, per me,
un appuntamento irrinunciabile.
Con quello di questa sera siamo a quattro concerti visti in meno di due anni e mezzo.
Il motivo di questa costanza è presto detto.
Gli Hardcore Superstar sono attualmente la miglior live band in campo
sleaze-rock metal.
Sensazione confermata ancora una volta con una prestazione che definire travolgente è poco.
Questo è il tour di "C'mon take on me" e l'ultimo cd (bello ma non imprescindibile) è
ben rappresentato da tre pezzi: One more minute, Long time no see e, naturalmente,
il singolo Above the law.
Per il resto una scaletta senza troppe sorprese. I pezzi da novanta ci sono tutti o quasi.
Dopo la consueta breve intro, Moonshine mette subito le cose in chiaro.
Questa sera non si fanno prigionieri.
La band, immutata da qualche anno, è rodata alla perfezione e quando in formazione
hai un cantante come Jocke Berg, sicuramente fra i live performer migliori della sua
generazione, è gioco facile vincere la partita.
Senza dimenticare Adde dietro le pelli e uno scatenato Vic Zino alla sei corde.
Insomma ogni cosa al posto giusto e il divertimento è assicurato.
Per quanto mi riguarda i momenti migliori di questa fantastica serata sono stati
durante l'esecuzione di Guestlist, Dreamin' in a casket e la vecchia Someone Special.
Discorso a parte meritano l'hit Wild Boys, che scatena il delirio tra i fans, e i tre pezzi del bis.
Run to your mama vede protagonista assoluto il buon Jocke che accompagnato solo
dalle note (registrate?) di un piano sciorina una prestazione da brividi.
Durante Last call for alcohol il consueto e simpatico siparietto con l'arrivo di una
trentina di fans scatenati sul palco a intonare l'irresistibile chorus e a godere dei
chupitos gentilmente offerti dalla band.
Il finale, inevitabilmente, non può che essere sancito dall'incredibile
We don't celebrate sundays ('Cause I'm full of lust!!!)
Un hit single a ventiquattro carati che scatena un pogo selvaggio
e rappresenta la degna conclusione di un concerto con i fiocchi.
Non so voi ma io sto già facendo il conto alla rovescia aspettando
il giorno in cui gli Hardcore Superstar torneranno a trovarci.


  1. This Worm's For Ennio
  2. Moonshine
  3. One More Minute
  4. Kick On The Upperclass
  5. My Good Reputation
  6. Into Debauchery
  7. Guestlist
  8. Long Time No See
  9. Dreamin' In A Casket
  10. Wild Boys
  11. Someone Special
  12. Above The Law
  13. Encore:
  14. Run To Your Mama
  15. Last Call For Alcohol
  16. We Don't Celebrate Sundays




martedì 12 novembre 2013

UP & DOWN


Finalmente online il videoclip ufficiale del singolo "Up & Down".
Primo estratto dal lungamente atteso nuovo cd di Bepi & The Prismas
intitolato "Sp8".

venerdì 8 novembre 2013

CHI E' IL BEPI ?






Il Bepi (Tiziano Incani) nasce a Lovere (BG) il 2 giugno 1974.
Da sempre appassionato musicista, da giovane partecipa al festival di Castrocaro e ad Accademia Sanremo. In quegli anni fa un po' di tutto. Attore in una puntata di Un posto al sole, barzellettiere a La sai l'ultima, cabarettista a Odeon tv. Ma la musica rimane il suo vero grande amore.
Incide tre album di puro cantautorato (De Gregori, Conte, De Andrè).
La svolta avviene quando Tiziano decide di fare Il Bepi al 100%.
Parodia del bergamasco un po' rozzo e ignorante super tifoso dell'Atalanta. Pubblica un mini cd di 4 pezzi tra i quali il Bepi Jouer (variante orobica del famoso pezzo di Cecchetto) e Massimo Carrera che sulla musica di Maledetta Primavera di Loretta Goggi si trasforma in un'ode al vecchio ex capitano dell'Atalanta.
A Bergamo e provincia non si parla che di lui.
Da allora una decina di album tra inediti e raccolte, due dvd e centinaia di concerti.
In questi dieci anni la parte goliardica degli esordi, con parrucca bionda e testi al limite del thrash, ha lasciato spazio al musicista e cantautore maturo e completo. Canzoni come Pase Zo (sulle morti bianche al lavoro), Sta al mont adess, Ol gir de coregn, Gleno (dal cd omonimo, omaggio alla tragedia della diga avvenuta nel 1923) sono veri e propri capolavori.
Per alcuni simile a Vandesfroos per il cantato in dialetto e lo spirito "folk" ironico, il Bepi si caratterizza per una maggiore completezza e varietà di stili. Nei suoi pezzi c'è davvero di tutto. Rock, metal, folk, country, bluegrass...

Il 10/11 al Live di Trezzo presentazione del suo nuovo Cd intitolato "Spot".

Discografia:

Bepi & Friends     
Nömer Dù     
Fò de cover – Laiv in berghem 2005     
S3NU’ (Strinù) 
Mé sto bé po' a ché     
4el? (Quat érel?)  
5 ar! (Si' Car!)  
Mé rèste ü bergamàsch  
Gleno  
Ca7 
Spot


ALTRE NOTIZIE LE POTETE TROVARE SUL SITO

www.Ilbepi.com

mercoledì 6 novembre 2013

CYCLOPS






Forse l'ho già scritto. Non sono un fan scatenato di Clive Cussler e dei suoi libri "pirotecnici".
Dei suoi 8500 libri credo di averne letti 4 o 5.
Devo ammettere però che se siete amanti delle storie alla James Bond - Jason Bourne,
Cussler è lo scrittore che fa per voi.
Ho iniziato a leggere questo libro a fine vacanza e in due giorni 300 pagine sono volate
in un lampo. Poi, per motivi di lavoro, l'ho accantonato e solo adesso sono riuscito a finirlo.
Il protagonista è sempre lui: Dirk Pitt.
L'alter ego dello scrittore, protagonista di quasi tutti i suoi romanzi.
Un eroe senza macchia e senza paura che affronta mille avventure e diecimila nemici per
recuperare tesori sommersi e meraviglie nascoste.
Per darvi un'idea, in questa storia il prode Dirk "frena" un dirigibile con la sola forza delle mani,
scappa da Cuba a bordo di una vasca da bagno a motore (si, avete letto bene), affronta
soldati russi e cubani uscendo vincitore.
La storia è semplice.
Pitt e i suoi soci devono sventare un'attentato a Fidel Castro (siamo a metà degli anni '80 in piena
Guerra Fredda).
I terroristi impegnati nell'opera hanno intenzione di distruggere L'Avana e tutti i suoi abitanti.
Chi può fermarli? Dirk Pitt!
Io mi sono divertito, voi fate come volete.
Libro consigliato agli appassionati di Ludlum, Rollins, Berry e compagnia scrivente.

Voto : 4/5