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giovedì 28 maggio 2015

HEYSEL, 29 MAGGIO 1985



Non avevo ancora 13 anni. Li avrei compiuti poco più di un mese dopo.
La Juventus era già "La Mia Juve".
Ricordo l'eccitazione dell'attesa.
E ricordo le tante lacrime versate due anni prima per la sconfitta della "Mia Juve"
nella finale di Atene contro l'Amburgo. Troppe lacrime per quella che era "solo" una partita.
Ma ero un bambino cercate di capirmi.
Due finali di Coppa dei Campioni e due sconfitte.
Nel 1973 a Belgrado contro l'invincibile Ajax di Cruijff e, appunto, nel 1983.
Una vittoria in Coppa U.E.F.A. nel 1977 contro l'Atletico Bilbao e una in Coppa delle Coppe,
giusto l'anno prima, a Basilea contro il Porto.
Ebbene si, la Juventus che, secondo qualche genio, in Europa non era competitiva,
si stava giocando la terza finale consecutiva. A metà anni '90 fece pure di meglio
con quattro finali di fila (una di Coppa U.E.F.A. e tre di Champions League).
Questo a ulteriore testimonianza del fatto che la Juve è grande anche in Europa e
non solo in Italia (quella del 6 giugno prossimo a Berlino sarà l'ottava
finale di Champions disputata dalla squadra bianconera, per dire).
Quel 29 maggio del 1985 non c'erano dubbi.
Anche la Coppa dei Campioni, finalmente, sarebbe stata nostra.
In fondo il Liverpool aveva vinto il trofeo l'anno prima (a Roma contro la Roma) e
questa volta toccava a noi. Solo quattro mesi prima avevamo affrontato e battuto gli inglesi
con un secco 2-0 (doppietta di Boniek) nella finale di Supercoppa Europea dimostrando
una netta superiorità.
Insomma c'era tanto ottimismo.
Dopo un pomeriggio intero passato a giocare a calcio in cortile (anche per non consumarmi
nell'attesa), aspettavo la chiamata di papà per l'inizio dell'incontro.
Mi sembrava che l'ora fosse ormai arrivata ma papà non chiamava. Strano.
I minuti passavano e ancora niente.
A un certo punto mi decido e rientro in casa.
Quasi arrabbiato; convinto che la finale fosse iniziata e papà si fosse dimenticato di me.
Non era così.
In casa un silenzio irreale e sullo schermo della TV immagini di guerriglia.
Il motivo mi fu subito spiegato. Da papà. E da Bruno Pizzul che faceva la telecronaca per la Rai.
I "tifosi" inglesi (i famigerati hooligans) avevano assaltato
un settore (l'ormai tristemente famoso "Settore Z") occupato da supporters bianconeri.
L'assalto provocò un fuggi fuggi generale sulle gradinate e gli incidenti causarono
centinaia di feriti e decine di morti (alla fine della mattanza le vittime furono 39).
In quel momento la società Juventus e i suoi giocatori chiesero di cancellare la partita.
Ma su ordine delle autorità (IN)competenti, dell'U.E.F.A. e di tutte le istituzioni presenti
allo stadio, la squadra fu obbligata a scendere in campo.
Giocare, dissero i responsabili della decisione, avrebbe permesso alle forze dell'ordine
di gestire al meglio le due tifoserie. E forse fu davvero così.
Cosa sarebbe successo tra i violenti tifosi inglesi e gli inferociti tifosi italiani in cerca
di vendetta e "giustizia", se la finale non si fosse giocata? Non ci voglio pensare.
La partita iniziò con piu di un'ora di ritardo e si disputò regolarmente.
La Juventus vinse 1-0 grazie ad un rigore (inesistente) trasformato da Michel Platini.
Finalmente la "Coppa dalle grandi orecchie" era nostra.
Ma a quale prezzo?
A distanza di trent'anni è accertato che le colpe di quello scempio furono:
1) degli hooligans inglesi che, ubriachi fin dal mattino e violenti come pochi, attaccarono
il settore occupato da tifosi juventini;
2) delle autorità belghe che sottovalutarono il pericolo e non fecero nulla per prevenire
ed evitare possibili incidenti tra le tifoserie;
3) dell'U.E.F.A. che organizzò una partita di tale importanza in uno stadio vecchio e fatiscente.
La capienza ufficiale dello stadio Heysel era di 50.000 spettatori.
Si calcola che quella sera furono venduti quasi 60.000 biglietti.
E che, almeno, 5.000 tifosi inglesi entrarono senza biglietto.
In tutto questo, l'unica a non avere colpe fu la Juventus.
Eppure dopo tutti questi anni ci sono ancora delle bestie (mi scuso con gli animali ma non trovo
termine più adeguato per definire certi soggetti) che vomitano di tutto contro la Juve e i suoi tifosi.
Offendono la memoria di quei 39 angeli caduti, con cori e insulti aberranti.
Ancora oggi, l'odio per la Juventus porta dei mentecatti a sperare in un'altra Heysel
per i colori bianconeri.
Sono gli stessi che se la ridono per la morte di un Campione e gentiluomo
come Gaetano Scirea (emblema della Juve per classe, eleganza e serietà).
Gli stessi che fanno cori beceri sul povero Andrea Fortunato (giocatore juventino morto
di leucemia a neanche 24 anni, per quei pochi che non lo sapessero).
E sono gli stessi che intonano canzoncine demenziali su Pessotto (il nostro "Pessottino")
per il suo "incidente" nel 2006.
E io dovrei vergognarmi per quella Coppa? Vergognatevi voi, Bestie!
E questo, vorrei essere chiaro, vale anche per quei poveracci (non li chiamo tifosi perchè non lo sono)
che cantano divertiti per la sciagura di Superga o per la morte di Giacinto Facchetti.
Ci dicono che la dovremmo restituire quella coppa. Fesserie.
Come se fosse della Juve la colpa di quello che successe quella notte terribile.
A questo proposito riporto le parole di un grande scrittore come Mario Soldati pronunciate,
in un intervista a La Repubblica,  qualche giorno dopo il dramma:
"La Juve si è comportata in maniera perfetta. Chi condanna il tripudio dei giocatori
sul campo dell'Heysel, dimentica forse che loro non potevano conoscere l'esatta dimensione
del dramma. E non sa che, una volta in campo, una squadra che abbia orgoglio e carattere
gioca con animo, dimentica ogni condizionamento esterno, pensa a battere l'avversario e basta.
Restituire la coppa sarebbe come punire la Juventus. E' assurdo. Bisognerebbe piuttosto
ricompensarla per le condizioni in cui ha saputo ottenerla."

Parole forti, certo, ma nette e inequivocabili.
La Juventus e i suoi innocenti tifosi pagarono un prezzo altissimo quella sera.
Evitiamo pene aggiuntive e senza senso alcuno.

Con l'avvicinarsi dell'anniversario ho letto due libri belli e interessanti sul tema Heysel.
Ne approfitto per citarli e per ringraziare i due autori.

"Quella notte all'Heysel" di Emilio Targia - Sperling & Kupfer e
"La notte dell'innocenza" di Mario Desiati - Rizzoli


Mi sembra doveroso ricordare le vittime di quella sera orribile.
I nostri 39 angeli:
  1. Rocco Acerra (28)
  2. Bruno Balli (50)
  3. Alfons Bos (35)
  4. Giancarlo Bruschera (35)
  5. Andrea Casula (11)
  6. Giovanni Casula (44)
  7. Nino Cerullo (24)
  8. Willy Chielens (41)
  9. Giuseppina Conti (17)
  10. Dirk Daeneckx (38)
  11. Dionisio Fabbro (51)
  12. Jaques François (45)
  13. Eugenio Gagliano (35)
  14. Francesco Galli (25)
  15. Giancarlo Gonelli (20)
  16. Alberto Guarini (21)
  17. Giovacchino Landini (50)
  18. Roberto Lorentini (31)
  19. Barbara Lusci (58)
  20. Franco Martelli (22)
  21. Loris Messore (28)
  22. Gianni Mastroiaco (20)
  23. Sergio Mazzino (38)
  24. Luciano Rocco Papaluca (38)
  25. Luigi Pidone (31)
  26. Benito Pistolato (50)
  27. Patrick Radcliffe (38)
  28. Domenico Ragazzi (44)
  29. Antonio Ragnanese (29)
  30. Claude Robert
  31. Mario Ronchi (43)
  32. Domenico Russo (28)
  33. Tarcisio Salvi (49)
  34. Gianfranco Sarto (47)
  35. Amedeo Giuseppe Spolaore (55)
  36. Mario Spanu (41)
  37. Tarcisio Venturin (23)
  38. Jean Michel Walla (32)
  39. Claudio Zavaroni (28)












sabato 10 gennaio 2015

ALLEGRI..... MA NON TROPPO




Se penso che questo blog era nato per parlare, soprattutto, della mia Juve.
E invece l'ultimo post al riguardo è datato fine dicembre
( vikingo bianconero: JUVENTUS 2013).
I motivi sono tanti.
La mia presenza su Twitter mi ha tolto molto del tempo che dedicavo al blog.
I miei mille interessi (libri, film, musica, sport in genere....).
La Juve vince sempre ed è difficile trovare qualcosa di nuovo da dire.
Ma adesso, dopo sei mesi con il nuovo Mister, è venuto il momento di
mettere qualche punto e a capo.
Non amo Allegri, non lo volevo come allenatore e penso sia stato un grosso errore
della dirigenza bianconera pensare a lui come sostituto del condottiero Antonio Conte.
Il buon Max ha iniziato la sua avventura nella più gloriosa squadra italiana
nel migliore dei modi. In punta di piedi e senza stravolgere il lavoro fatto da Conte
nei tre anni precedenti. Quindi avanti con il 3-5-2 e con le certezze date
da un gruppo vincente fatto da grandi uomini oltre che ottimi giocatori.
Tante vittorie e subito in testa alla classifica. Un facile girone di Champions League
passato non senza qualche patimento (si lo so che l'anno scorso eravamo usciti in un girone
altrettanto facile ma la Juve di Conte arrivò anche ai quarti prima di uscire contro il Bayern Monaco
più forte di sempre, quest'anno vedremo).
Avevo una convinzione ad agosto. O la Juve è nettamente superiore alle altre italiane
(come credo sia sotto gli occhi di tutti) e quindi rivincerà il campionato "nonostante" Allegri
oppure quest'anno sarà durissima ripetersi.
Siamo a gennaio e non ho cambiato opinione. La Juve è prima con un solo punto di vantaggio
sulla Roma (aiutata in modo incredibile dagli arbitri ma questo è un discorso che non mi piace,
non mi è mai piaciuto e non deve mai diventare un alibi per la mia squadra).
Tanti punti persi dopo partite dominate e il motivo principale, a mio parere, è uno solo.
La Fame! Non c'è più quella voglia di vincere e disintegrare gli avversari che aveva l'ultima Juve
di Conte. Molti di voi continuano a ripetere che è stato il Mister salentino a voler lasciare la Juve.
Mi permetto di precisare. Lui sarebbe rimasto ben volentieri ma sapeva che non si poteva fare
più di quanto fatto nei tre anni precedenti. Quindi, interpreto il suo pensiero, o mi comprate
due-tre Top Player per giocarmela anche contro le grandi europee oppure rivoluzioniamo
tutta la rosa con giocatori nuovi ed affamati di vittorie. Iniziamo un nuovo ciclo.
La società non era dello stesso avviso e le strade si sono divise. Tutto qui.
Nel calcio succede e sempre succederà. Detto tra noi credo che quello tra Conte e la Juve
sia solo un arrivederci e non un addio definitivo.
Ma torniamo ad Allegri. Dopo qualche mese ha iniziato a metterci del suo.
Difesa a 4, rombo a centrocampo con i quattro moschettieri Marchisio-Pirlo-Pogba-Vidal
contemporaneamente in campo (cosa che con Conte non succedeva quasi mai se ricordate )
e il duo Tevez-Llorente praticamente intoccabile.
Vero è che Allegri non ha mai avuto a disposizione Barzagli ma Chiellini riportato in mezzo
è un pericolo pubblico. Asamoah/Evra e Lichsteiner sono quasi più ali che terzini. E i
quattro centrocampisti sono più portati alla costruzione che all'interdizione.
Detto che Tevez è un fuoriclasse assoluto. Giocatore insostituibile e indispensabile in
questa Juve; non capisco l'insistenza con Llorente. Lo spagnolo non è assolutamente
in condizione e se non lo rifornisci adeguatamente, ben difficilmente potrà risultare decisivo.
E allora perchè non dare più spazio a Morata (investimento pesante il suo) e al giovane Coman?
Ecco perchè il passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2 (4-3-1-2) ha portato risultati peggiori
e più gol subiti. Ultime sei partite ufficiali, cinque pareggi e una vittoria contro il
Cagliari di Zeman (sai che fatica!).
Senza dimenticare che uno dei pareggi ha portato alla sconfitta in Supercoppa contro il Napoli.
Persa ai rigori direte voi.
Certo ma, vista la differenza di valori tra le due squadre e visto l'andamento della partita,
ai rigori non ci dovevi arrivare.
E nessuno mi leva dalla mente che con Conte in panchina il Napoli non avrebbe mai rimontato
il doppio svantaggio.
Può essere che lo zoccolo duro dello spogliatoio (diciamo i senatori) avessero bisogno
di più liberta e serenità. Probabilmente lo stile di Conte (come quello di Mourinho per esempio)
ha tanti pregi ma anche il difetto di "logorare" i giocatori. Nella testa ancor prima che nel fisico.
Ed è qui che serve la mano del nuovo allenatore. Lasciare una sorta di autogestione al gruppo
non è consigliabile e deve essere il tecnico a infondere nuovi stimoli e motivazioni
a dei giocatori che arrivano da tanti successi.
Può essere Allegri l'uomo giusto? L'unico allenatore negli ultimi dieci anni a non aver vinto
il campionato avendo Ibrahimovic in squadra.
Secondo me no. Ma spero, davvero tanto, di sbagliarmi.
Mi auguro di ritrovarmi a maggio con l'ennesimo scudetto sul petto e, in quel caso,
sarò il primo a fare i complimenti al Mister.
Per quanto riguarda la Champions League mi aspetto il passaggio del turno
contro il Borussia Dortmund ma nulla di più.
Real Madrid e Bayern Monaco sembrano  fuori portata.
Anche Chelsea e Manchester City sono, probabilmente, superiori.
Battere il Borussia, e un sorteggio favorevole, potrebbe portarci addirittura in semifinale.
Sarebbe un colpo incredibile per gli introiti economici e il ranking.
Ma questa è un'altra storia.......
P.S. Ho appena sentito Allegri in conferenza stampa dire che "prendere un gol non è un dramma,
       bisogna stare calmi e continuare a giocare". A mio modo di vedere prendere un gol,
       sportivamente parlando, è proprio un dramma e non devi mai dare questo messaggio
       alla squadra. Uno come Conte, tanto per fare un nome, una frase così non la direbbe mai.
       Non in conferenza stampa perlomeno.






lunedì 23 dicembre 2013

JUVENTUS 2013





Con la travolgente vittoria di Bergamo per 4-1 si conclude l'anno solare ed è tempo di bilanci.
Quella contro l'Atalanta è stata la nona vittoria consecutiva ed è servita a sigillare
vantaggi corposi su tutte le inseguitrici.
+5 sulla Roma, + 10 sul Napoli
Le altre? Invisibili e non pervenute.
Chi mi segue sa che il primo anno di Antonio Conte alla guida della Juve avevo
analizzato, proprio su queste pagine, ogni partita della stagione.
Fu una cavalcata insperata conclusasi con il trionfo in campionato e con il record
delle zero sconfitte in campionato.
L'anno seguente decisi di dedicare le mie attenzioni solo alla Champions League
tanta era la convinzione che il campionato non avrebbe potuto che avere un finale
identico. Juve Campione e gli altri a rosicare.
L'avventura europea si concluse senza rimpianti contro la squadra più forte.
Quel Bayern Monaco che giustamente si aggiudicò il trofeo devastando tutti gli
avversari (Barcellona compreso) e che proprio questo weekend ha legittimato
la propria superiorità vincendo facilmente il Mondiale per club.
Ma torniamo alla Juve e a questo 2013 appena concluso.
A fine agosto seconda vittoria consecutiva in Supercoppa Italiana tritando,
in casa loro per volere di Lotito e di una federazione sempre più imbarazzante,
la Lazio con una dimostrazione di forza assoluta.
La mia convinzione è che la squadra del 2013-2014 sia ancora più forte
di quelle delle stagioni precedenti.
I motivi sono semplici:
1) vincere aiuta a vincere
2) Tevez e Llorente al posto di Matri e Vucinic
3) un fenomeno come Pogba con un anno di esperienza in più e titolare fisso.
I fatti sono lì a dimostrare le mie parole.
17 partite, 15 vittorie e una sola sconfitta.
Quella assurda e incredibile di Firenze
maturata in venti minuti di follia totale dopo aver dominato per settanta minuti.
Probabilmente proprio il blackout contro i viola ha fatto scattare la scintilla nei ragazzi.
Troppo più forti degli avversari per permettere che si ripetano cose del genere.
Da quel giorno non ce n'è stato più per nessuno.
Non voglio dire che anche questo scudetto sia già in cassaforte ma vista la forza
dei nostri e la pochezza degli altri (Roma esclusa) sarebbe davvero folle un finale diverso.
E la Champions direte voi? La Champions si è conclusa nel peggiore dei modi.
Un girone assolutamente abbordabile deciso a cinque minuti dalla fine su un campo
impraticabile e in una partita che non si doveva disputare.
Nostra colpa quella di essere arrivati all'ultima giornata con la qualificazione in bilico.
Abbiamo giocato alla pari il doppio confronto contro il Real Madrid, abbiamo
dominato il Copenaghen per centosettanta minuti su centottanta ma non riuscendo
ad andare oltre il pareggio in casa loro e ci siamo complicati la vita pareggiando in
casa contro il Galatasary.
Per quanto mi riguarda pochi rimpianti.
Difficilmente avremmo superato i quarti di finale.
Troppe squadre, attualmente, ci sono superiori in Europa.
La "retrocessione" in Europa League invece ci dà la possibilità di competere
per un titolo prestigioso (che ancora manca in bacheca) senza dimenticare
che la finale si disputerà allo Juventus Stadium.
Sembra già tutto scritto...











mercoledì 22 maggio 2013

31



Un altro campionato è finito.
Un altro scudetto della Juve.
Tempo di bilanci.
Potevo scrivere questo post qualche settimana fa all'indomani della vittoria contro il Palermo
che ha sancito l'ennesimo trionfo bianconero.
Ma c'erano ancora due partite e molti record da raggiungere.
Complice un naturale senso di appagamento post-vittoria e il sacrosanto turn over
applicato da Mister Conte per dare spazio ai giocatori meno utilizzati durante la stagione,
i record non sono arrivati.
Resta enorme la gioia per il trentunesimo titolo.
Chi mi conosce sa che quest'anno, a differenza dello scorso, ho deciso fin da settembre di non
commentare le partite di campionato della Juventus. In primis per dare più spazio
agli incontri di Champions League (sogno proibito di questa stagione) e poi
perchè nei miei pensieri lo scudetto lo avremmo vinto con una decina di punti di vantaggio.
Capirete che con una convinzione del genere non avrei avuto lo stimolo necessario
e il giusto entusiasmo per commentare le partite.
Troppo superiore la squadra bianconera per non conseguire l'obiettivo prefissato.
Con questo non voglio dire che sia stato facile o che non sia stato bello.
Anzi, se lo scorso anno fu il titolo della sorpresa e dell'entusiasmo,
ri-vincere da favoriti ha significato affermare la propria forza senza se e senza ma.
Non voglio dilungarmi più di tanto perchè, da buon juventino, sono già proiettato
al prossimo anno e ai futuri successi ma mi sembra doveroso sottolineare quali,
a mio avviso, siano stati i principali artefici del bis.
Il primo nome da fare non può che essere quello di Antonio Conte.
Il nostro Mister, il vecchio Capitano, il nostro Condottiero.
Non pago del trionfo al primo tentativo ha martellato a dovere i ragazzi
rammentando di continuo un concetto fondamentale:
vincere può capitare a chiunque, ri-vincere lo sanno fare solo i campioni.
Con una squadra praticamente immutata (dei nuovi arrivati, soltanto Asamoah, Giovinco e Pogba
hanno visto il campo con continuità) e con l'impegno della Champions League,
non era facile trovare i giusti stimoli e mantenere la concentrazione per nove mesi.
La squadra lo ha fatto e il merito non può che essere di Conte.
Sul campo la chiave è stata, ancora una volta, la granitica difesa che si è confermata
punto di forza assoluto. Se togliamo le ultime due, inutili, partite la retroguardia
bianconera ha subito soltanto 20 reti. Inutile parlare ancora di quanto siano forti
Buffon e Barzagli, mi preme di più sottolineare lo stupendo campionato giocato da
Leonardo Bonucci. Giocatore criticato a dismisura e oltre i suoi demeriti nei primi mesi
da juventino, ha raggiunto un livello di maturità incredibile che associato al suo carattere
spavaldo e alle indubbie doti tecniche lo hanno fatto diventare uno dei migliori centrali europei.
A centrocampo troviamo il protagonista assoluto e principale artefice di questo scudetto:
Arturo Vidal !
Se l'anno scorso fu Pirlo a prendere la bacchetta e dirigere le danze,
quest'anno è stato il cileno a suonare lo spartito nel modo migliore.
Centrocampista di lotta e di governo il nostro Guerriero si è confermato anche come
marcatore di reti importanti e rigorista, quasi, infallibile.
Le noti dolenti, purtroppo, anche questa volta arrivano dall'attacco.
Una squadra come la Juventus (tra le prime 6-8 d'Europa) deve avere una punta adeguata.
Anche quest'anno, soprattutto in Champions League, abbiamo avuto la conferma che non è così.
Massimo rispetto per i ragazzi che si sono alternati nel reparto offensivo ma gli attaccanti
della "mia" Juve devono essere giocatori come Del Piero, Trezeguet, Ibrahimovic....
Per i primi due non si può tornare indietro ma l'ipotesi di un Ibra nuovamente in bianconero
non mi dispiace per niente.
Ritengo impossibile l'arrivo di gente come Messi, Ronaldo, Falcao, Cavani, Suarez.....
detto ciò la soluzione Ibra mi sembra, nettamente, la migliore.
Non dimentico l'arrivo del basco Llorente; ottimo giocatore ma certamente non al livello
dei nomi sopra citati.
Resta da capire il progetto della società. Se il target è quello di vincere il terzo titolo di fila
(cosa mai successa nella storia centenaria del club se escludiamo il "quinquennio")
e riconfermarsi nelle prime otto d'Europa c'è poco da intervenire.
Llorente, il rientro (si spera) di Pepe e qualche rincalzo adeguato bastano e avanzano.
Ma se si vuole tentare la conquista della Coppa dalle grandi orecchie è inevitabile
l'acquisto di un Top Player in attacco e un esterno di livello assoluto che prenda il posto
da titolare di Asamoah.




ANELKA : S.V.
ASAMOAH : 6,5
BARZAGLI: 9,5
BENDTNER : S.V.
BONUCCI : 9
BUFFON : 8,5
CACERES : 7
CHIELLINI : 7,5
DE CEGLIE : 5
GIACCHERINI : 7
GIOVINCO : 6
ISLA : 5
LICHTSTEINER : 7
MARCHISIO : 8
MARRONE : 6,5
MATRI : 7
PADOIN : 6,5
PELUSO : 6
PEPE : S.V
PIRLO : 8
POGBA : 7,5
QUAGLIARELLA : 7
STORARI : 6,5
VIDAL : 9,5
VUCINIC : 7

CONTE : 10 +



venerdì 12 aprile 2013

JUVENTUS - BAYERN 0-2



Dopo la debacle dell'andata serviva l'impresa epica ma era francamente impensabile
l'idea di capovolgere la situazione.
Lo sostengo da settembre: in Italia questa Juve non ha rivali ma in Europa non siamo
nelle prime quattro e senza sorteggi favorevoli non saremmo arrivati alle semifinali.
Detto fatto. Barca, Real e Bayern Monaco sono, al momento, una spanna sopra
e il doppio confronto contro lo squadrone teutonico non ha fatto altro che confermarlo.
Certo, avessimo affrontato Galatasaray, Malaga o Psg potevamo pure entrare
tra le prime quattro ma non sarebbe stato il nostro reale valore.
Neanche per un minuto si è avuta la sensazione di poter passare il turno.
Tutt'altra partita rispetto all'andata (e ci mancava pure...) ma il Bayern non è mai andato
in difficoltà. Magari con un episodio fortuito si poteva accendere la miccia ma
sono convinto che non ci sarebbe stata comunque storia.
Batoste del genere servono per capire che a certi livelli non basta il gioco
e lo spirito di squadra. In una squadra ottima come questa Juve servono
due o tre fuoriclasse per fare il definitivo salto di qualità.
Con tutto il rispetto per questi giocatori che da due anni ci fanno esultare ed esaltare
non puoi presentarti ad un appuntamento del genere con Padoin e Asamoah
sugli esterni e Vucinic/Quagliarella/Matri/Giovinco in attacco.
Se poi ci arrivi con due campioni come Pirlo e Marchisio in condizioni fisiche
scadenti capisci che neanche un miracolo potrebbe salvarti.
Inutile dilungarsi sull'andamento dell'incontro; un discreto primo tempo dei ragazzi
ma senza grandi occasioni. Nella seconda frazione il Bayern rompe gli argini
e, cosciente di non correre alcun rischio, affonda.
Prima un palo di Robben e poi la rete di Mandzukic fanno capire che la festa,
per noi, è finita. Solo per gli almanacchi il 2-0 di Pizarro al novantesimo.
Se ne riparla l'anno prossimo.
Se si vuole tentare di vincere questa coppa per noi stregata
sono necessari almeno tre-quattro innesti di valore assoluto.
Un esterno sinistro (Tipo Cole, Coentrao, Kolarov) e due punte degne di
questo nome (uno tra Falcao, Cavani e Suarez) sono indispensabili.
Grazie comunque a tutti i ragazzi e a Mister Conte per le gioie di questi due anni.
Adesso andiamo a prenderci il trentunesimo scudetto!!!

BUFFON : 6,5
BARZAGLI : 6
BONUCCI : 6,5
CHIELLINI : 6
ASAMOAH : 5
MARCHISIO : 4
PADOIN : 6
PIRLO : 5
POGBA : 5,5
QUAGLIARELLA : 5
VUCINIC : 5,5

GIACCHERINI : S.V.
ISLA : S.V.
MATRI : S.V.



mercoledì 3 aprile 2013

BAYERN - JUVENTUS 2-0



Si chiude dopo 18 partite l'incredibile striscia europea senza sconfitte della Juventus.
Era nell'aria. Giocare a Monaco di Baviera contro una delle due-tre squadre
più forti del Vecchio Continente comporta qualche rischio.
Il problema vero è che non c'è stata partita.
Dopo trenta secondi, i bavaresi sono già in vantaggio.
Tiro da mille chilometri di distanza del giovane Alaba, lieve deviazione
di un difensore bianconero e Buffon battuto.
Inizio Shock!
Nonostante l'accaduto, i ragazzi sembrano in partita;
quindici-venti minuti discreti ma è una pia illusione.
I tedeschi diventano padroni assoluti del campo e potrebbero dilagare.
Troppi giocatori in serata negativa e quando i peggiori sono proprio
i campioni che tante volte ti hanno trascinato è un triste presagio.
Buffon sembra stordito dal gol a freddo, Mastro Pirlo perde più palloni
in una sera che in due anni da juventino, Marchisio non pervenuto.
Anche Barzagli, pilastro indiscusso e indiscutibile della squadra, sembra
disorientato. Non ricordo di averlo mai visto così in difficoltà.
Gran parte del merito va, naturalmente, allo squadrone tedesco ma
è chiaro che le colpe dei nostri sono evidenti.
Inevitabile chiedersi se Mister Conte abbia sbagliato qualcosa ma, dopo
una notte di riflessioni, la mia risposta è no.
Criticabile, per qualcuno, la scelta di Peluso ma, dopo aver visto l'Asamoah rientrato dalla
Coppa d'Africa, era l'unica soluzione possibile.
Vucinic non si allenava da una settimana e la coppia Matri-Quagliarella
solo tre giorni prima ci aveva regalato la vittoria contro la Prescrittese.
Il secondo tempo è un'agonia. Solo il Bayern in campo e l'obiettivo dei
ragazzi sembra quello di limitare i danni e portare a casa lo 0-1.
Niente di più sbagliato. La seconda rete arriva a metà tempo e, se pur condizionata
da un fuorigioco evidente e da un altro errore di Buffon (perchè, Gigi, perchè?),
è la naturale conseguenza della superiorità degli uomini di Heynckes.
A questo punto ti aspetti un briciolo di grinta in più, la voglia matta di cercare
un gol che possa mantenere viva la speranza per il ritorno.
Invece sono ancora i "crucchi" ad andare ripetutamente vicini alla terza marcatura.
Il 2-0 finale è da prendere con sollievo. Una batosta pesante e meritata
che poteva assumere dimensioni ben peggiori.
Una partita del genere non cancella di certo quanto di buono i ragazzi
di Conte hanno fatto in queste due stagioni, ma serve a capire che
se si vuole competere ad alti livelli in Europa bisogna intervenire adeguatamente.
La qualificazione alle semifinali è, a questo punto, compromessa ma
il calcio ci ha regalato spesso sorprese incredibili.
Sono sicuro che tra una settimana allo Juventus Stadium vedremo un'altra partita.
Chissà se basterà per il miracolo.


BUFFON : 5
BARZAGLI : 5
BONUCCI : 4,5
CHIELLINI : 6
LICHTSTEINER : 6
PELUSO : 5
MARCHISIO : 4
PIRLO : 4,5
VIDAL : 6,5
MATRI : 5
QUAGLIARELLA : 5

GIOVINCO : S.V.
POGBA : 5,5
VUCINIC : 6




mercoledì 13 febbraio 2013

CELTIC - JUVENTUS 0-3



Una buona Juve, matura e cinica al punto giusto, espugna il Celtic Park
e ipoteca il passaggio al turno successivo.
Non tragga in inganno il risultato finale; la squadra bianconera ha subìto,
per gran parte del match, la pressione della squadra scozzese.
I padroni di casa, nettamente inferiori sul piano tecnico, hanno impressionato
per forza fisica e volontà ma tutto questo non è bastato ad infrangere il
muro difensivo juventino ben schierato davanti alla porta di Gigi Buffon.
Il gol in avvio (primo in Europa per un ritrovato Alessandro Matri) ha
incanalato sui giusti binari la partita.
Era inevitabile attendersi l'arrembaggio del Celtic ma a parte qualche calcio d'angolo
e alcuni tiri centrali mai particolarmente pericolosi, la porta di Buffon non ha corso
grossi rischi.
In tutto il primo tempo, è giusto ricordarlo, il gol di Matri è stata l'unica occasione in
cui la Juve si è affacciata pericolosamente nell'area avversaria.
Nel secondo tempo ci si attendeva un calo fisico del Celtic e invece fino a metà
della frazione la loro pressione è stata costante se pur confusa.
Poco a poco gli uomini di Conte hanno cominciato a giocare come sanno ed è
bastato spingere un pochino sull'acceleratore per segnare altre due reti e chiudere la pratica.
A quindici dal termine è stato il principino Marchisio, ben imbeccato da Matri,
a incunearsi nell'area avversaria e, dopo una pregevole finta, battere il portiere avversario.
A questo punto gli ardori degli scozzesi si sono definitivamente spenti e il gol di Vucinic
(fino a quel momento apatico e svogliato come spesso gli capita)
è stata la naturale conseguenza e il sigillo definitivo sull'incontro.
Da segnalare la quarta partita consecutiva in Champions senza subire reti e le
ottime prestazioni, fra gli altri, di Peluso e Caceres.



BUFFON : 6,5
BARZAGLI : 6
BONUCCI : 6
CACERES : 7
LICHTSTEINER : 6
MARCHISIO : 7,5
PELUSO : 7
PIRLO : 6,5
VIDAL : 6
MATRI : 7
VUCINIC : 6

PADOIN : 6
POGBA : S.V.
ANELKA : S.V.

lunedì 10 dicembre 2012

CONTE IS BACK ! ! !


Bentornato Mister, unico e grande condottiero.
Senza di te non andremo lontano......

giovedì 6 dicembre 2012

SHAKHTAR - JUVENTUS 0-1


Missione compiuta!
Bastava un pareggio per passare il turno; è arrivata una vittoria
che regala il primo posto nel girone.
Per i più distratti mi preme ricordare che con quella di oggi
fanno sedici partite consecutive in Europa senza sconfitte
(nove pareggi e sette vittorie).
In particolare si tratta della terza vittoria di fila senza subire reti.
Giusto per chiarire che, forse, questa squadra non è forte solo in patria.
Un enorme grazie a questi ragazzi che da un anno e mezzo
non fanno altro che regalarci soddisfazioni.
Comunque andrà a finire l'avventura in Champions
possiamo dire che la Juve è tornata protagonista a tutti i livelli.
Ma veniamo alla partita.
Inizio contratto ma fin da subito si capisce che la squadra c'è.
Pronti via e ci viene subito negato un rigore solare per fallo di mano
di Fernandinho (e ci starebbe pure l'espulsione!)
Nulla però può fermare i ragazzi. Occasione clamorosa per Giovinco
che spreca (quando segnerà un gol decisivo in partita importante
offro da bere....). Altro tiro da fuori di Sebastian e ucraini mai pericolosi
se non in mischia.
Il secondo tempo ricalca il primo.
Partita molto equilibrata con la Juve alla ricerca del gol sicurezza
ma senza scoprirsi troppo perchè andare sotto sarebbe fatale.
Al termine di un'azione tambureggiante, Andrea Pirlo colpisce il
palo interno e si vedono fantasmi degli anni passati.
Il gol vittoria arriva al quindicesimo.
Cross di Lichtsteiner (ottima partita la sua) e il difensore ucraino Kucher,
pressato da Giovinco (bravo Seba), infila il suo portiere.
Lo Shaktar non ci sta; vede sfuggire il primato nel girone e si getta
all'assalto. Un gol sfiorato, un auto-palo di Asamoah e un mezzo rigore
reclamato. La Juve non resta a guardare e sfiora il raddoppio in un paio di occasioni.
Ma il risultato non cambia.
1-0 per noi, primo posto nel girone e qualificazione Stra-meritata!
Da segnalare la prestazione pressochè perfetta del reparto difensivo.
Nota negativa l'assurda ammonizione a Chiellini che salterà per squalifica
l'andata degli ottavi.
A proposito di ottavi dividerei le sei squadre che potremmo affrontare in tre fasce:
1) Real Madrid e Arsenal
2) Valencia e Porto
3) Galatasaray e Celtic Glasgow.
Aspettiamo il sorteggio consapevoli di potercela giocare con chiunque.
Quasi dimenticavo che domani arriva il Top Player tanto atteso:
Antonio Conte! Bentornato Mister.

BUFFON : 6,5
BARZAGLI : 6,5
BONUCCI : 7
CHIELLINI : 6,5
ASAMOAH : 5,5
LICHTSTEINER : 6,5
PIRLO : 6
POGBA : 6
VIDAL : 6,5
GIOVINCO : 6,5
VUCINIC : 6

GIACCHERINI : S.V.
MATRI : S.V.


mercoledì 21 novembre 2012

JUVENTUS - CHELSEA 3-0


Vittoria doveva essere e vittoria è stata.
Con una partita perfetta la Juventus travolge i campioni in carica del Chelsea
e muove un passo, forse, decisivo verso gli ottavi di finale.
Partita dominata dall'inizio alla fine e risultato che rispecchia fedelmente
l'andamento dell'incontro pur se in un paio di occasioni gli inglesi hanno
sfiorato la marcatura (bravo Buffon) dopo pericolosi contropiede.
Inizio tambureggiante dei bianconeri e al quarto minuto prima occasionissima:
palo di Lichtsteiner.
Passano dieci minuti e, dopo uno splendido schema da calcio d'angolo, Marchisio
impegna Cech in una parata salva risultato.
La partita non si sblocca ma è solo questione di tempo.
Tiro di Pirlo dal limite e Quagliarella corregge in rete con una zampata delle sue.
Il fortino dei blues inizia a sgretolarsi e da questo punto in poi non c'è più partita.
Il gol di Vidal (ancora lui... Il Guerriero!) a metà secondo tempo è la naturale conseguenza
del dominio bianconero. Il Chelsea non ha la forza di reagire e non c'è mai la sensazione
che la gara possa riaprirsi.
In pieno recupero c'è gloria anche per Giovinco. Lanciato nella prateria
della difesa avversaria non si fa pregare e infila Cech con un tiro rasoterra.
La pratica qualificazione non è ancora archiviata. Dando per scontata la vittoria del Chelsea
contro il Nordsjaelland, serve un punto da strappare nel gelo di Donetsk contro
lo Shaktar di Mircea Lucescu. Con una vittoria poi si vincerebbe il girone.
Per la Juve vista questa sera non sarebbe un problema ma, per adesso, accontentiamoci
del passaggio del turno.
Sarebbe bello e, soprattutto, meritato.

BUFFON : 6,5
BARZAGLI : 7
BONUCCI : 6,5
CHIELLINI : 7,5
LICHTSTEINER : 6,5
ASAMOAH : 7
MARCHISIO : 6
PIRLO : 6
VIDAL : 7
QUAGLIARELLA : 7
VUCINIC : 6

CACERES : 6,5
GIOVINCO : 6,5
POGBA : S.V.




giovedì 8 novembre 2012

JUVENTUS - NORDSJAELLAND





Finalmente!
Prima volta, per me, allo Juventus Stadium. Che spettacolo!
Finalmente!
Prima vittoria dei ragazzi nel girone di Champions League.
Finalmente!
Sfatato il sortilegio dei pareggi in Europa (nove consecutivi!).
Non c'è stata partita. I volenterosi danesi (ancora inspiegabile il pareggio dell'andata)
valgono una squadra di Lega Pro italiana e le loro, prevedibili, barricate sono crollate
dopo poco più di cinque minuti.
Giusto il tempo di vedere il Principino Claudio Marchisio avventarsi su di un pallone,
nell'area affollata dagli amici vichinghi, e depositarla in rete.
L'assist di un ottimo Isla perfetto, la tempistica di Capitan Futuro eccezzionale.
Fine delle ostilità. Crollato il bunker, le reti di Vidal (di intelligenza) al 23',
Giovinco (Finalmente! cit.) al 35' e Quagliarella (appena entrato in campo) al 75'
servono solo per il tabellino.
Il resto è accademia pura con il Professor Andrea Pirlo a insegnare calcio
in mezzo al campo.
Unica nota stonata il fatto che neppure questa sera Alessandro Matri sia riuscito a segnare.
Per lui tanto impegno, una traversa che grida vendetta nel primo tempo
e un gol clamorosamente sbagliato nel secondo.
Si vede che il ragazzo non riesce a giocare semplice e con la testa libera da strani pensieri.
Deve ritrovare la fiducia del Mister e dei compagni di squadra .
Non è un fenomeno ma è chiaro che il continuo dentro/fuori dalla panchina non lo sta agevolando.
Giocare nella Juve significa anche questo.
Si aspettavano buone notizie dallo Stamford Bridge ma il pareggio tra Chelsea e Shaktar
(che andava benissimo alla squadra bianconera) ha retto fino al 94'.
Poi rete dei blues e tutto da decidersi nello scontro diretto tra due settimane
sempre allo Juventus Stadium.
Per la qualificazione agli ottavi servono adesso quattro punti nelle ultime due partite.
Non un'impresa disperata ma sicuramente difficile.
La vera Juve ce la può fare.
Forza Ragazzi!

BUFFON : S.V.
BARZAGLI : 6,5
BONUCCI : 6
CHIELLINI : 5,5
ASAMOAH : 6
ISLA : 7
MARCHISIO : 7,5
PIRLO : 7,5
VIDAL : 7
GIOVINCO : 6,5
MATRI : 5,5

LUCIO : 6
POGBA : 5,5
QUAGLIARELLA : 6,5



mercoledì 24 ottobre 2012

NORDSJAELLAND - JUVENTUS 1-1



Niente da fare.
La maledizione che colpisce la squadra bianconera quando esce dai confini italici continua e porta con sé il nono pareggio consecutivo europeo.
Quello contro i danesi è particolarmente difficile da accettare. Vuoi per la pochezza degli avversari, vuoi per l'incredibile quantità di occasioni da rete non sfruttate.
Primo tempo letteralmente buttato via; giocato a ritmi bassissimi e senza la giusta cattiveria convinti che basti chiamarsi Juventus per portare a casa i tre punti.
Niente di piu' sbagliato.
La ripresa inizia in modo completamente diverso; i ragazzi sono tonici e concentrati. Purtroppo a passare in vantaggio, paradossi del calcio, è proprio il Nordsjaelland grazie ad una punizione dal limite ingenuamente regalata da Chiellini.
Da quel momento è Assalto a Fort Apache!
A fine partita si conteranno 18 calci d'angolo e trenta tiri della squadra bianconera verso la porta avversaria. Tutta questa montagna partorira' solamente il golletto del pareggio siglato dal neoentrato Mirko Vucinic.
Il risultato non cambierà piu' e la situazione nel girone si complica maledettamente.
Nulla è perduto ma certo è che per passare il turno serviranno almeno sette punti nelle ultime tre partite.

BUFFON : 6
BONUCCI : 5,5
CHIELLINI : 5
LUCIO : 6
DE CEGLIE : 5,5
ISLA: 5
MARCHISIO : 4,5
PIRLO : 4,5
VIDAL : 4
GIOVINCO : 6
MATRI : 5

VUCINIC : 6,5
BENDTNER : 6
GIACCHERINI : S.V.

martedì 2 ottobre 2012

JUVENTUS - SHAKHTAR 1-1


Quando non puoi vincere le partite cerca almeno di non perderle...
Lo Shakhtar di Mircea Lucescu si conferma squadra molto ben organizzata
e difficilissima da affrontare. Resto convinto del fatto che quest'anno NON
vinceremo la Champions League ma sono quasi certo che passeremo il turno
e approderemo agli ottavi di finale.
Fate pure tutti gli scongiuri del caso ma partite come questa (e come quella di
Londra contro il Chelsea) mi rendono ottimista.
La gara di questa sera è stata difficile fin dall'inizio e quasi mai i ragazzi
hanno dato l'impressione di prendere in mano la situazione se non nei primi
quindici minuti della ripresa.
Il gol di Alex Teixeira al 23' è stata la naturale conseguenza del gioco offerto
dagli ucraini. Reazione immediata e gol del pareggio ad opera dell'ottimo
Leonardo Bonucci su azione da calcio d'angolo.
Il resto dell'incontro prosegue sul filo del pieno equilibrio con occasioni
da ambo le parti. Più continuo lo Shakhtar più a fiammate la Juve.
A trenta secondi dal termine il grande brivido: percussione degli ucraini
che, anche grazie ad un fortunoso rimpallo, trovano il tiro con William.
Per fortuna nostra il pallone scheggia la traversa e si perde in tribuna.
Risultato giusto e speranze di passaggio del turno invariate.
Partite come questa confermano una volta di più la difficoltà attuale
del calcio italiano. La dominatrice assoluta degli ultimi due anni del calcio italiano
fatica, e non poco, contro una squadra (seppur ottima) ucraina.
Una squadra che, probablmente, non è tra le prime dieci d'Europa.
Adesso sei punti nelle due partite contro i danesi del Nordsjelland
se no son dolori seri...

BUFFON : 6
LICHTSTEINER : 6
BARZAGLI : 6,5
BONUCCI : 7
CHIELLINI : 6,5
ASAMOAH : 5
MARCHISIO : 6
PIRLO : 5
VIDAL : 5
MATRI : 5,5
VUCINIC : 5

GIOVINCO : 6
QUAGLIARELLA : 5,5
POGBA : S.V.

mercoledì 19 settembre 2012

CHELSEA - JUVENTUS 2-2


Dopo un'attesa che sembrava interminabile, siamo tornati a casa.
Esordio più difficile non poteva capitare.
Trasferta a Londra contro i detentori del trofeo per capire se siamo
all'altezza della situazione.
Esame superato alla grande.
Come previsto l'inizio è stato difficile. Dieci minuti buoni prima
di liberare la testa e le gambe.
Poi, a poco a poco, i ragazzi sono entrati in partita e hanno giocato alla pari.
Il doppio vantaggio del Chelsea alla mezzora del primo tempo
era tanto casuale quanto immeritato.
Due reti in due minuti che avrebbero abbattuto un toro ma non questa Juve.
Nonostante un Pirlo sottotono e un Giovinco, attualmente, improponibile a
questi livelli, la Juve ha preso in mano il pallino del gioco e il gol del guerriero
Vidal è stato il giusto premio.
Nel secondo tempo la partita si è mantenuta in sostanziale equilibrio;
Juve alla ricerca del, meritato, pareggio e Chelsea pericoloso in contropiede.
L'ingresso di Quagliarella per l 'evanescente Giovinco crea i presupposti
per il pareggio ed è proprio l'attaccante napoletano a trovare il 2-2
a dieci dal termine infilando il pallone tra le gambe di Cech.
Considerando che a tre dalla fine Quagliarella, ancora lui, ha scheggiato
la traversa, possiamo dire che con un pizzico di fortuna si potevano portare
a casa addirittura i tre punti. Ma va bene così.
Di fortuna in Champions non ne abbiamo mai avuta quindi quella poca
conviene tenerla per il futuro.

BUFFON : 6,5
LICHTSTEINER : 6
BARZAGLI : 6
BONUCCI : 5,5
CHIELLINI : 7
ASAMOAH : 6
MARCHISIO : 6,5
PIRLO : 5
VIDAL : 7,5
VUCINIC : 5,5
GIOVINCO : 5

ISLA : 6
QUAGLIARELLA : 7
MATRI : S.V.



GIANLUIGI BUFFON



Quattrocento volte Grazie Super Gigi....

domenica 12 agosto 2012

JUVENTUS - NAPOLI 4-2


Dove eravamo rimasti?
Juventus Campione d'Italia, imbattuta e con pieno merito, e Napoli
vincente in Coppa Italia battendo in finale la squadra bianconera.
La sfida di Pechino potevamo considerarla una "bella" per decidere
quale delle due era la squadra della stagione appena trascorsa.
Che la si voglia considerare l'ultimo atto del 2011-2012 oppure il primo
del 2012-2013, la Supercoppa Italiana era una partita molto sentita
da entrambe le compagini.
Come sempre succede quando a vincere è la Juve (cioè la squadra più
gloriosa, odiata e invidiata d'Italia) non può filare tutto liscio.
Inizio equilibrato, vantaggio degli azzurri grazie a un contropiede
magistrale condotto e concluso da Cavani. Pochi minuti e arriva il pareggio
bianconero grazie al nuovo acquisto Asamoah che con un sinistro dal limite
dell'area sorprende De Sanctis. Non è finita, Bonucci si fida un pò troppo
delle sue capacità tecniche e "regala" un assist a Goran Pandev che ringrazia
e infila per la seconda volta l'incolpevole Buffon. Tutto da rifare.
Inizio secondo tempo con Mirco Vucinic al posto dell'impalpabile Matri.
Il neo-entrato impiega cinque minuti a far capire che è in partita:
sinistro violento e traversa. A seguire, Cannavaro salva sulla linea
a testimonianza del fatto che la pressione juventina che si è fatta insistente.
Il rigore assegnato per fallo di Fernandez sul montenegrino è tanto ingenuo
quanto sacrosanto. Sul dischetto si presenta Arturo Vidal che non perdona: 2-2.
La partita ha una svolta negli ultimi cinque minuti dei tempi regolamentari.
Pandev ha la stupenda idea di insultare (almeno cosi' sembra dalle immagini)
un guardalinee reo di averlo pescato in fuorigioco. Al novantesimo  minuto
il suo compagno Zuniga lo segue negli spogliatoi dopo aver ricevuto la seconda,
giusta, ammonizione per un fallo su Giovinco.
I tempi supplementari sono inutili ma si devono giocare per regolamento.
Un'autorete di Maggio e il 4-2 di Vucinic, ottimamente servito da Marchisio
danno la vittoria alla squadra bianconera e la quinta Supercoppa in bacheca.
Il Napoli decide di non presentarsi alla cerimonia di premiazione invocando
chissà quale scandalo e dimenticandosi che a Roma, neanche tre mesi fa,
vinse una Coppa Italia, anche, grazie ad un rigore netto non concesso alla Juve.
In quell'occasione, come sempre, la squadra bianconera accettò il verdetto del campo
senza fiatare e rese il giusto omaggio ai vincitori.
Non c'è niente da fare: la classe non è acqua e, soprattutto, non la si insegna.....





giovedì 12 luglio 2012

MAGLIA JUVE 2012-2013


Con la presentazione della maglia ufficiale e la partenza per il ritiro di Chatillon
ci prepariamo per la nuova stagione.
Buon viaggio Vecchia Signora!


martedì 22 maggio 2012

UN CAPITANO


Questa volta è proprio finita. Dopo 19 anni, 704 presenze e 289 gol
Alessandro Del Piero lascia la Juventus. Naturalmente si tratta di un arrivederci
e non di un addio. Tra qualche anno, quando IL CAPITANO lascerà il calcio giocato,
lo riaccoglieremo in famiglia con tutti gli onori.
Questa separazione momentanea è dovuta al fatto che Alex si sente ancora, e giustamente,
un calciatore mentre le esigenze sportive della Juventus gli avrebbero riservato solo tanta
panchina e, magari, qualche tribuna. Non sarebbe stato un finale degno della carriera di
questo campionissimo e quindi è giusto così.
Ricordandosi sempre che Alessandro non è (stato) solo un giocatore della Juve,
Alessandro Del Piero E' la Juve!
A volte i numeri non bastano a descrivere la grandezza di un calciatore ma in questo caso
possono aiutare a far capire e a non far dimenticare a nessuno quello che Alex è stato
per la società bianconera.

8 Scudetti
1 Champions League
1 Coppa Intercontinentale
1 Coppa Italia
4 Supercoppe italiane
1 Supercoppa europea

Senza dimenticare un Campionato primavera, un Trofeo di Viareggio e anche un Campionato
di serie B (perchè quando c'è da vincere qualcosa non ci si tira mai indietro).

Tutto questo, ma non solo, è Alessandro Del Piero.
Ciao Campione! A presto...

lunedì 14 maggio 2012

JUVENTUS - ATALANTA 3-1


Poteva un campionato eccezionale terminare in modo banale?
Assolutamente NO!
La partita contro l'Atalanta (complimenti alla Dea per la splendida salvezza) ha regalato
tanti spunti di riflessione. Prima di tutto, naturalmente, l'addio di Alessandro Del Piero
alla Juve e alla sua gente; argomento importante che merita un post adeguato.
In questa occasione mi limiterò a evidenziare le altre cose successe ieri.
Con una formazione saggiamente rimaneggiata (un pò per l'imminente finale
di Coppa Italia contro il Napoli, un pò per dare spazio a quei giocatori che di spazio ne hanno
avuto poco durante la stagione) la Juventus ottiene l'ennesima vittoria di questa
indimenticabile stagione.
Vittoria maturata nei primi dieci minuti grazie ad una bella rete del giovane Luca Marrone
su assist di tacco (?!?) del positivo Borriello.
Alla mezzora succede quello che tutto il popolo bianconero aspetta;
Pinturicchio riceve palla al limite dell'area, un millesimo di secondo per pensarci e sul
tiro seguente la palla va ad infilarsi nell'angolino alla destra dell'incolpevole Frezzolini.
Scudetto, vittoria e rete. Quale modo migliore per congedarsi?
La ripresa è un pro-forma. Dopo pochi minuti Antonio Conte decide che è giunto il momento.
Esce Alessandro Del Piero. 40.000 persone in piedi ad applaudire il CAPITANO.
Molti con le lacrime agli occhi, tutti consapevoli che si sta chiudendo un'epoca.
Anche gli avversari in campo omaggiano il numero 10 bianconero.
Come si può non riconoscere la grandezza, la classe, lo stile e l'educazione di questo Campionissimo?
La celebrazione dura venti minuti mentre in campo si sta continuando a giocare; ma nessuno guarda
la partita in questo momento; tutti gli occhi sono per lui.
Per dovere di cronaca segnalo l'autorete di Lichtsteiner e il gol su rigore di
Andrea Barzagli al novantesimo che fissa il risultato sul 3-1.
E' significativo che l'ultima rete del campionato sia stata siglata proprio da lui.
Il centrale difensivo è stato, con Andrea Pirlo, il migliore della stagione ma non aveva (unico
della rosa dei titolari) ancora avuto la gioia del gol. Invocato a furor di popolo sul dischetto
non ha fallito l'occasione.
Particolare da non dimenticare: con questa vittoria i ragazzi hanno stabilito un record
che si potrà soltanto eguagliare ma MAI superare.
38 partite senza sconfitte! Una cosa fantascientifica!
Ed ora sotto con la Coppa Italia.....





giovedì 10 maggio 2012

ANTONIO CONTE


Discorso a parte lo merita il Mister Antonio Conte.
Scommessa vinta.
Andatevi a rileggere quello che avevo scritto dopo la prima partita della stagione contro il Parma.
In un clima di generale sfiducia mi ero permesso di evidenziare che il suo arrivo sulla panchina della Juve sarebbe stato il valore aggiunto.
La sua grinta, il suo acume tattico, la sua fame di vittoria e, soprattutto,
la sua "juventinità" facevano di lui l'uomo perfetto per la rinascita bianconera.
Non ho lesinato alcune critiche durante l'annata ma i risultati ottenuti sono sotto gli occhi di
tutti ed è evidente il fatto che gran parte del merito di questo trentesimo scudetto sia da ascrivere
al condottiero leccese.
Lo definivano integralista per il suo credo tattico. Sono bastate poche partite per trasformare
l'adorato 4-2-4 (che l'aveva portato a vincere campionati con il Bari e con il Siena) in un 3-5-2
o in un più offensivo 4-3-3 sfruttando al meglio le doti dei giocatori a disposizione.
Ha saputo rigenerare atleti definiti NON da Juve come Bonucci, Pepe, De Ceglie e altri.
Ha trovato la giusta collocazione ad un campione come Andrea Pirlo dato per finito da molti
e rivelatosi l'arma vincente.
Non ho condiviso la sua insistenza nello schierare sempre e comunque Mirko Vucinic anche
quando quest'ultimo non azzeccava una partita; non capivo l'ostracismo verso Alessandro Del Piero,
un campione, una bandiera ma, soprattutto, un atleta ancora in grado di effettuare prestazioni di
rilievo; mi sembrava che i molti pareggi contro le piccole fossero una conseguenza del poco
coraggio nel cercare i tre punti.
Tutte queste cose sono state spazzate via dai risultati. Vucinic ha chiuso il campionato con 9 reti
(comunque pochini per un attaccante), molti pali e mille assist; i tanti pareggi servivano a mantenere
l'imbattibilità. Quando una squadra non perde MAI in un campionato difficile come quello
italiano significa che ci sono dei valori che vanno oltre quelli meramente tecnici.
A volte (anche nell'era dei 3 punti per vittoria) pareggiare quattro partite è meglio che fare due vittorie e due sconfitte; anche se i punti ottenuti sono di meno, il fatto di non uscire sconfitti aumenta
l'autostima e dona alla squadra un alone di imbattibilità. Tutto questo io l'ho capito tardi mentre
il nostro Mister, per fortuna, l'ha sempre saputo...

"Senza di te non andremo lontano, Antonio Conte Capitano!!!"